TERREMOTI E SINCRONICITÀ NELL’ORARIO DEL DIAVOLO

di Leo Lyon Zagami

La sincronicità è un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è un apparente relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle “coincidenze significative”. Fenomeni di “coincidenze significative” hanno sempre affascinato Jung così come l’autore di questo articolo che sa bene che le coincidenze non esistono. Come scrive James Hillman “la sincronicità è il diabolico quarto principio, così Pan è l’ombra diabolica della nostra dominante Trinità archetipa”.

 

Pur essendo il concetto junghiano di sincronicità un termine coniato di recente, ha un’origine rintracciabile nella tradizione filosofica del neoplatonismo. Già Platone sosteneva l’esistenza di una realtà intelligente, le idee, che formano e indirizzano quella materiale, in maniera tale che i fenomeni della natura risultano collegati tra loro da una legge superiore che egli denominava dialettica. La correlazione tra bianco e nero, ad esempio, va ricercata nella loro comune Idea di Colore. La presenza del divino nelle vicende del mondo venne intesa successivamente dagli stoici come συν-παθεία (syn-pathèia), in virtù della quale essi ritenevano che qualsiasi evento, anche minimo o assai distante, si ripercuotesse su ogni altro.  E arriviamo al giorno d’oggi: Ore 3.32, in piena notte un sisma devasta L’Aquila. Sette anni dopo, ore 3.36, un terremoto distrugge il Centro Italia. Solo 4 minuti separano il terremoto di stanotte da quello dell’Aquila del 2009, avvenuti entrambi in un orario che le credenze popolari identificano come “L’ora del Diavolo”. In effetti le 3.33 è un orario particolarmente avversato da alcune tradizioni che considerano questo orario maledetto perché diametralmente opposto alle 3 del pomeriggio che, secondo tradizione, sarebbe l’orario in cui Gesù morì sulla Croce. In questo contesto non proprio esilarante troviamo il demone dei venti e della peste Pazuzu visto nel celebre film L’Esorcista che si ricollega anche al Dio egiziano Seth, il distruttore, la più antica delle divinità, rappresentato come uno strano animale-cane, non dissimile dallo sciacallo, predatore dei deserti. Kenneth Grant noto occultista e discepolo dell’esoterista Aleister Crowley ha chiamato questa manifestazione di Seth, Shugal “la volpe del deserto, simbolo di Seth, la parte maschile della Bestia 666”. Infatti il numero di Shugal è 333. La metà “femminile” della Bestia è Choronzon il cui numero è proprio 333, un altro essere pestilenziale, rappresentazione del Chaos in tutte le sue manifestazioni latenti sostenne di aver evocato Choronzon nel deserto del Sahara nel 1909.

“L’ora del Diavolo” sembra avere quindi delle radici profonde C. G. Jung scrisse: “Noi ora sappiamo che tutte le leggi di natura non sono altro che delle verità statistiche, costrette perciò ad ammettere delle eccezioni” (Prefazione alla traduzione inglese dell’I King, in I King, Edizioni Astrolabio, Roma 1950, pag. 12).

 

 

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Il demone Pazuzu,  il re degli spiriti malvagi dell’aria, e figlio del dio Hanpa nel film L’esorcista (The Exorcist) del 1973.

 

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