Le origini della lebra progressista

Macron

 

Articolo di Leo Lyon Zagami

 

Emmanuel Macron già nel 2006 da ministro dell’economia francese relazionava ai Fratelli atei e sinistrorsi del Grande Oriente di Francia sulla mondializzazione come sinonimo del progresso, domandandosi come promuovere la vera lebra che non è di sicuro il pensiero populista, ma bensì quello sinistrorso e mondialista originato proprio nel Grande Oriente di Francia di cui lui fa parte.

Nel 1877 la sempre più radicata tendenza a costituirsi come massimo oppositore della Chiesa portò il Grande Oriente di Francia ad una svolta clamorosa: dal primo articolo delle sue Costituzioni venne eliminato il divieto di accettare un ateo nonché ogni riferimento al Grande Architetto dell’Universo.

Con ciò, il Grande Oriente segretamente legato anche ai gesuiti, si poneva in netta opposizione con la Gran Loggia d’Inghilterra, che lo dichiarò giustamente “irregolare”, seguito in breve lasso di tempo dalle obbedienze di molti altri paesi. E questa peculiarità che è rimasta fino ad oggi, facilito l’entrata in Massoneria dei futuri criminali comunisti Lenin e Trockij usati per cercare di annientare la Chiesa Ortodossa.

Sospetto d’ ateismo fu anche la motivazione principale che ha convinto la Grande Loggia Unita d’ Inghilterra a sospendere il riconoscimento del Grande Oriente d’ Italia nell’ormai lontano 1993.

Emmanuel Macron è quindi il tipico massone ateo, ipocrita e spocchioso del Grande Oriente di Francia,  oltre che un pericoloso mondialista al soldo dei Rothschild. Ed è lui il vero lebbroso non noi, così come lo sono tutti i politici della sinistra pro europeista di cui è ormai pieno purtroppo anche il Grande Oriente d’Italia diventata una succursale del PD. Un obbedienza il GOI,  dove la lebbra progressista non sarà facile da curare durante l’attuale Gran Maestranza.

“La vera ipocrisia è di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e ci fa la morale” come dichiara giustamente il ministro Di Maio; che si dovrebbe  però schierare contro la Massoneria atea e progressista e non contro tutta la Massoneria come ha fatto erroneamente in passato.  In fondo come ha dichiarato Gian Franco Pilloni, serenissimo Gran maestro della Loggia d’Italia Umsoi (Unione massonica stretta osservanza iniziatica) di Cagliari  «Mi è giunta notizia che i massoni (la maggior parte di essi tutti delle logge irregolari) candidati nelle liste dei 5 stelle siano 34».

Ad Maiora

 

 

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